Il Mediano 10/09/2011
Si firma nelle piazze e nelle sedi dei Comuni per sottoporre a referendum abrogativo la legge che porta il nome dell’esponente della Lega Nord.
La legge n. 270 del 21 dicembre 2005 è la legge che ha modificato il sistema elettorale italiano. Essa è stata ideata dal min istro della Lega Roberto Calderoli il quale, subito dopo la sua approvazione, la definì “una porcata”.
La legge Calderoli ha sostituito la legge cosiddetta Mattarellum (dal nome del ministro democristiano Sergio Mattarella) e ha introdotto in Italia un sistema completamente differente, modificando il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze.
Il meccanismo, secondo le analisi dei politologi, ha creato una vera e propria casta di politici cortigiani i quali non hanno più bisogno di rispondere al territorio e agli elettori che li hanno votati, ma al capo che li ha scelti e che rinnova la sua scelta in rapporto alla fedeltà assoluta degli eletti ai propri ordini. Una situazione che tutto è tranne che democratica.
In molte piazze della Campania (e dell’Italia) attivisti della società civile si stanno impegnando nella raccolta firme per sottoporre a referendum il Porcellum e abrogarlo. A San Giuseppe Vesuviano un primo presidio ha avuto luogo il 4 settembre scorso. Si replica l’11 e il 18 settembre dalle 8,30 alle 13,30. Più in generale, i cittadini possono firmare anche nei giorni feriali recandosi presso la sede del proprio Comune di residenza, muniti di un documento di riconoscimento.
sabato 10 settembre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Compostaggio: i 13 sistemi più innovativi
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| Vi abbiamo parlato spesso del compostaggio, e cioè di quel particolare processo mediante il quale è possibile ricavare dei fertilizzanti 100% naturali e di altissima qualità, attraverso la decomposizione dei rifiuti organici, scarti alimentari e vegetali. Oggi attraverso questa operazione di riciclo è possibile ottenere un compost prezioso, molto importante per l’agricoltura biologica ma anche per il nostro giardino. I sistemi che abbiamo a disposizione sono molteplici e adatti a ogni esigenza: esistono compostiere sia da interni che da esterni, manuali o automatiche, adatte al compostaggio domestico o addirittura a quello comunitario. Ma vediamo quali sono le ultime novità del momento. 1) Sistema di compostaggio BiophyllicQuesto sistema di compostaggio, progettato dalla Cooler Solutions Inc., deve il suo nome al concetto di biofilia, e cioè il legame istintivo tra gli esseri umani e gli altri esseri viventi. La ricerca ha dimostrato che il 33% del materiale di scarto prodotto in ufficio è composto di rifiuti organici che sono completamente riciclabili. Quindi, una volta raccolti insieme tutti i rifiuti prodotti in ufficio è possibile compostarli. Alla fine del processo di decomposizione il compost ottenuto potrà essere utilizzato come concime per coltivare le piante presenti all'interno degli uffici. In questo modo creeremo un ambiente più sano per tutti e un maggiore apporto di ossigeno all'interno della struttura.
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SANT’ANASTASIA, SI TORNA A PARLARE DI RIFIUTI
Nel Consiglio monotematico richiesto dai consiglieri dell’opposizione a tenere banco è stata la discussione sull’accordo programmatico siglato dai sindaci dell’area vesuviana.
Anche la politica anastasiana è andata in vacanza, ma l’attenzione al problema dei rifiuti sembra non aver conosciuto ferie. Nella serata di ieri si è svolto un consiglio comunale interamente dedicato alla questione dello smaltimento dei rifiuti campani con particolare riferimento alla situazione dell’area vesuviana. Il 25 luglio scorso infatti, al termine di una lunga serie di incontri, 19 Comuni (18 della zona rossa più Striano) hanno firmato in Provincia un accordo per la gestione autonoma del ciclo dei rifiuti.
Da qui la decisione di alcuni consiglieri dell’opposizione di chiedere al Sindaco Esposito di intervenire nella pubblica assise per fornire maggiori dettagli sul piano in questione. Nella prima parte del Consiglio ampio spazio è stato dedicato agli interventi dei consiglieri di entrambi gli schieramenti, concordi nel voler individuare una soluzione definitiva ed ecosostenibile all’annoso problema dei rifiuti. Tuttavia non sono mancati gli scontri alla richiesta di alcuni membri dell’opposizione di istituire una commissione di vigilanza speciale sui rifiuti, definita «necessaria» dal consigliere Raffaele Coccia.
«Non faremo nessuna commissione speciale. - questa la dura risposta del Sindaco Carmine Esposito - Esistono già le istituzioni preposte e a quelle si rivolgano i membri dell’opposizione, invece di scatenare un inutile quanto stupido allarmismo. Mi riferisco – ha proseguito il primo cittadino anastasiano - alla conferenza stampa da voi convocata il 14 agosto scorso che aveva come unico scopo quello di allarmare la popolazione, senza portare avanti proposte concrete».
«Come amministrazione - ha concluso Esposito - stiamo affrontando il problema dei rifiuti da più di un anno, lavorando alla bonifica del territorio e all’interlocuzione con gli altri sindaci del vesuviano. Proprio dall’accordo programmatico partiremo per trovare delle soluzioni che non violentino il nostro territorio». Bocciata dal voto finale quindi la proposta di creare una commissione di vigilanza ad hoc. La votazione ha visto l’astensione dei tre consiglieri d’opposizione Gammella, Pone e Capuano. Verso quest’ultimo il sindaco Esposito ha mostrato un segnale d’apertura, dichiarando di apprezzare la sua «volontà di portare avanti proposte concrete con l’aiuto dei giovani e delle associazioni».
Il Mediano 7/09/2011 Autore: Silvia Aurino
Anche la politica anastasiana è andata in vacanza, ma l’attenzione al problema dei rifiuti sembra non aver conosciuto ferie. Nella serata di ieri si è svolto un consiglio comunale interamente dedicato alla questione dello smaltimento dei rifiuti campani con particolare riferimento alla situazione dell’area vesuviana. Il 25 luglio scorso infatti, al termine di una lunga serie di incontri, 19 Comuni (18 della zona rossa più Striano) hanno firmato in Provincia un accordo per la gestione autonoma del ciclo dei rifiuti.
Da qui la decisione di alcuni consiglieri dell’opposizione di chiedere al Sindaco Esposito di intervenire nella pubblica assise per fornire maggiori dettagli sul piano in questione. Nella prima parte del Consiglio ampio spazio è stato dedicato agli interventi dei consiglieri di entrambi gli schieramenti, concordi nel voler individuare una soluzione definitiva ed ecosostenibile all’annoso problema dei rifiuti. Tuttavia non sono mancati gli scontri alla richiesta di alcuni membri dell’opposizione di istituire una commissione di vigilanza speciale sui rifiuti, definita «necessaria» dal consigliere Raffaele Coccia.
«Non faremo nessuna commissione speciale. - questa la dura risposta del Sindaco Carmine Esposito - Esistono già le istituzioni preposte e a quelle si rivolgano i membri dell’opposizione, invece di scatenare un inutile quanto stupido allarmismo. Mi riferisco – ha proseguito il primo cittadino anastasiano - alla conferenza stampa da voi convocata il 14 agosto scorso che aveva come unico scopo quello di allarmare la popolazione, senza portare avanti proposte concrete».
«Come amministrazione - ha concluso Esposito - stiamo affrontando il problema dei rifiuti da più di un anno, lavorando alla bonifica del territorio e all’interlocuzione con gli altri sindaci del vesuviano. Proprio dall’accordo programmatico partiremo per trovare delle soluzioni che non violentino il nostro territorio». Bocciata dal voto finale quindi la proposta di creare una commissione di vigilanza ad hoc. La votazione ha visto l’astensione dei tre consiglieri d’opposizione Gammella, Pone e Capuano. Verso quest’ultimo il sindaco Esposito ha mostrato un segnale d’apertura, dichiarando di apprezzare la sua «volontà di portare avanti proposte concrete con l’aiuto dei giovani e delle associazioni».
Il Mediano 7/09/2011 Autore: Silvia Aurino
Eco-innovation 2010: tra i vincitori 6 progetti Made in Italy
Ben 6 progetti sui 42 vincitori del bando ‘Eco-innovation’ dell’Ue per il 2010 sono italiani. In comune vi è la volontà di proporre prodotti e processi innovativi che recuperino materiali o sostanze, attraverso nuovi sistemi di riciclaggio.
L’elenco dei sei progetti made in Italy è il seguente: Ecoplasbrick: coordinato dal Consorzio Cetma di Brindisi, che mira a produrre un pannello per ‘facciate ventilate’. Alessandro Marseglia, coordinatore del progetto sottolinea come “La caratteristica del pannello è quella di essere costituito da due strati di gres, con all'interno delle plastiche 'miste', quelle che normalmente non vengono riciclate e finiscono in discarica. La ricerca e il brevetto – precisa Marseglia – nasce dalla tesi di dottorato di un architetto, Alessia Guarnaccia".
Altro progetto vincitore è Recogen: coordinato dalla Mario Puccioni Spa di Vasto (Chieti), che propone di ‘rigenerare’ l’acido cloridrico impiegato per trattare i pezzi di ferro che devono essere zincati. "Facciamo chimica da 123 anni - spiega Mario Puccioni, amministratore delegato della società omonima - e con questo impianto possiamo recuperare circa 16mila tonnellate di acido cloridrico rigenerato e circa 4mila tonnellate di solfato di ferro con zinco". L’obiettivo è ricavarne fertilizzanti.
Il progetto Re.Pack Edoils è invece coordinato dalla Fabio Mataluni & C. s.r.l. ed impiega una percentuale di polietilene terftalato riciclato per la produzione di imballaggi per oli alimentari. L’obiettivo è una bottiglia in Pet 100% riciclato per olio commestibile. Con SmartStripping, coordinato da LA152 (Milano), si propone una innovativa tecnologia di bonifica del suolo. Supertex, che vede come capofila la Next Technology Tecnotessile Società nazionale di ricerca (Prato), utilizza il Pet riciclato nell’industria tessile. Zewipro, coordinato dalla Asteria (Ascoli Piceno), propone un nuovo sistema di abbattere la CO2 generata durante la fermentazione alcolica del vino, impiegandola per la produzione di microalghe per la farmaceutica, cosmetica, o anche per mangimi e integratori alimentari.
Janez Potočnik, commissario europeo responsabile per l’Ambiente, ha riconosciuto l’enorme potenziale innovativo delle proposte progettuali pervenute per il call 2010 di Eco-Innovation. “Queste eco-innovazioni – ha dichiarato – rappresentano una grande fonte di ispirazione perché illustrano un modo più ecologico ma molto efficace di svolgere attività economica in Europa. E sono lieto di poter dire che i finanziamenti disponibili per il 2011 ammontano a 38 milioni di euro, con un aumento di tre milioni rispetto allo scorso anno, anche se restano di gran lunga inferiori al livello crescente della domanda”, ha concluso Potočnik.
Puliamo il Mondo
Un'azione concreta di pulizia per chiedere città più vivibili. Unitevi alle iniziative lungo la Penisola per sconfiggere l'incuria e la sporcizia nelle vostre città.Puliamo il Mondo è l'edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all'instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di "volontari dell'ambiente" che organizzano la pulizia di strade e piazze italiane in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine, scuole e singoli cittadini.
L'appuntamento di Puliamo il Mondo quest'anno si terrà il 17 settembre a Boscotrecase (Na) in via Panoramica loc. Ciaramelle dove è stata individuata una mega discarica di amianto e rifiuti tossici in piena area del Parco nazionale del Vesuvio.
Il filmato Viaggio nel Parco del Vesuvio affogato dai rifiuti
http://alegaeta.tumblr.com/
All'iniziativa di Legambiente hanno aderito la Rete dei Comitati vesuviani e Slow Food.
L'invito è rivolto a quanti, associazioni, comitati, amministrazioni cittadine e semplici cittadini, vogliono donare un pò del proprio tempo per migliorare un pezzo di territorio vesuviano.
Unisciti alle iniziative di pulizia lungo la Penisola, un'azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e vivibili.
Tutte le informazioni per partecipare
Contatti per partecipare legambienteottaviano@libero.it http://www.puliamoilmondo.it/2011/
INFO
0818270866, 3355842706
E' questo un primo impegno per preparare la manifestazione di Novembre nell'ambito delle iniziative internazionali di Parchi per Kyoto a cui aderisce anche il Parco nazionale del Vesuvio.
PARCHI PER KYOTO: PERCHÈ IL PIANETA RESPIRI
L'area da rimboschire è quella di Cava Vitiello. Un grande progetto per riaffermare con forza che la natura è superiore a qualunque imbecillità umana.
Parchi per Kyoto è un grande progetto di forestazione realizzato da Federparchi, Kyoto Club e Legambiente, con il supporto tecnico di AzzeroCO2e finalizzato al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto.
Visita il sito http://www.parchiperkyoto.it/
sabato 3 settembre 2011
TERZIGNO. LE MAMME VULCANICHE CHIEDONO LA VERITA’ SULLA CAPIENZA DELLA DISCARICA
Il Mediano 3/09/2011
La discarica continua ad emanare cattivi odori e le Mamme Vulcaniche decidono di rivolgersi alla magistratura per chiedere la chiusura e la bonifica immediata dell’invaso.
“L'Arpac, della Regione Campania, dopo alcuni rilievi sostiene che le discariche in provincia di Napoli hanno ancora una certa capienza. La Sapna, della Provincia di Napoli, invece dichiara che sono sature. Come possiamo sapere la veritaà ? Come possiamo fidarci delle istituzioni quando due strutture tecniche di nomina politica affermano due tesi diametralmente opposte?". Lo dichiarano il commissario regionale dei Verdi Campania, Francesco Emilio Borrelli, e Venere Stanzione delle Mamme Vulcaniche.
"A questo punto ci rivolgiamo alla magistratura per sapere come stanno davvero le cose in particolare per le discariche di Terzigno e Chiaiano da tempo a nostro avviso stracolme di rifiuti. In particolare la discarica di Terzigno continua ad emanare soprattutto in questi giorni un cattivo odore insopportabile per le popolazioni locali. Per noi questi invasi vanno solo chiusi e bonificati senza ulteriori esitazioni", concludono.
Terra devastata: l’ultimo dossier shock dell’Arpac
Da Terra di Nello Trocchia
CAMPANIA Oltre 2 milioni e 700mila metri quadri di territorio contaminato. Su 2.551 siti «potenzialmente inquinati» soltanto cinque sono stati bonificati. Un disastro senza fine.
L'ultimo dossier in termini temporali è dell’Arpac. Una radiografia puntuale, presentata alla commissione Ecomafie della Regione Campania, presieduta dal consigliere Antonio Amato, nel luglio scorso. Nel report vengono individuate sette macro zone: «Nelle aree vaste - scrive l’Arpac - i dati esistenti inducono a ritenere che la situazione ambientale sia particolarmente compromessa, a causa della presenza contemporanea, in porzioni di territorio relativamente limitate, di più siti inquinati e/o potenzialmente inquinati».
Ogni area vasta presenta una scheda con il dettaglio dei siti, la presenza di inquinanti, lo stato degli interventi. Due si trovano proprio nel casertano. La prima area è Maruzzella. Buchi della camorra, imprenditoria collusa e assenza di controlli. In questo caso i siti censiti hanno avuto tutti gestione pubblica (consorzi o partecipate) o della Fibe Spa, la società di Impregilo che avrebbe dovuto realizzare il ciclo di gestione dei rifiuti in Campania. Ci sono ammassati circa 2 milioni e 900mila tonnellate di rifiuti. In uno dei siti monitorati, nelle acque sotterranee si rilevano superamenti dei livelli di arsenico, ferro, manganese, idrocarburi, piombo così come nelle acque di falda: ferro e arsenico. L’altra area contaminata è quella di Lo Uttaro, con 8 siti tra discariche e sversatoi, dove è stato rilevato il superamento nelle acque di falda dei limiti di ferro, manganese, arsenico, fluoruri, dicloreratano, solfati. Nel dossier si evidenzia lo stato di avanzamento degli interventi dei siti “contaminati”, censiti nel 2005.
Allora ne erano stati già individuati 2.551 «potenzialmente inquinati» ma solo su 519 (il 20 per cento) si registra, a settembre 2010, un avanzamento dell’iter procedurale. Su questi 519, 67 sono risultati non contaminati, i bonificati sono 5, quelli in corso di bonifica 3. Per intervenire servono risorse: «L’anagrafe e il censimento dei siti inquinati in regione - denuncia Antonio Amato, presidente della commissione Ecomafie della Campania -, restituiscono una situazione drammatica e realisticamente, sarebbero necessarie oltre 4 Finanziarie dello Stato per realizzare una bonifica completa». L’ultima discarica abusiva scoperta grazie alle rivelazioni di Vargas, con rifiuti di ogni genere interrati, si aggiunge all’enorme distesa di terra contaminata in Campania. Il rapporto dell’Arpac calcola oltre 2 milioni e 700mila metri quadri di territorio devastati e oltre 17 milioni e 400mila metri cubi di rifiuti stimati. Dati che si riferiscono solo alle aree conosciute, ma basta un pentito per scoprire nuovi inferni.
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