mercoledì 11 agosto 2010

I verdi tentano un blitz nella discarica

Capire cosa succede nella discarica.


Quali rifiuti entrano, chi e come controlla, quali sono i rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini. Sono le parole d’ordine dei Verdi che ieri hanno organizzato un blitz nell’area della discarica. Un’iniziativa a cui ha partecipato anche Francesco Servino, ammalato di polmonite e già fermato in un precedente sopralluogo sulla discarica di Terzigno. Nel corso dell’iniziativa ecologista di ieri le forze dell’ordine hanno però fermato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il Commissario regionale dei Verdi campani Francesco Emilio Borrelli e il Presidente provinciale di Napoli Carlo Ceparano.

Dopo aver chiesto i documenti agli ambientalisti hanno sequestrato le macchine fotografiche, restituite ai dirigenti del Sole che ride solo dopo aver cancellato le foto già scattate nel corso delsopralluogo. «Vogliamo sapere che genere di rifiuti vengono scaricati a Terzigno perché oggi abbiamo avuto la prova che quello che entra in discarica non è sottoposto a nessun controllo», ha spiegato al termine della visita il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che ha aggiunto: «Chiediamo un intervento immediato della Commissione ambiente perché la situazione di questa discarica preoccupa sia dal punto di vista ambientale che sanitario: il percolato è ovunque e l’aria è irrespirabile». Secondo la denuncia dei Verdi, «le condizioni della discarica sono pessime - hanno spiegato Francesco Borrelli e Carlo Ceparano, rispettivamente Commissario regionale e presidente provinciale di Napoli del partito ambientalista - e per questo abbiamo deciso di raccogliere l’aria con dei ‘puzzometri’ che porteremo alle istituzioni: in questo modo anche il sindaco di Terzigno potrà rendersi conto di quale sia la situazione della discarica. Siamo preoccupati anche per le condizioni di salute dai militari che fanno turni di sorveglianza sulla discarica di 3-6 mesi». Sono dunque tante le domande che emergono dal blitz dei Verdi. A cui vedremo se qualche istituzione darà una risposta

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