mercoledì 3 marzo 2010

DA LEGAMBIENTE " LETTERA APERTA PARCHINMOSTRA 2010"

Ai presidenti Commissari dei Parchi e Riserve Regionali
Al Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Al Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio

All’Assessore alle Politiche Ambientali
Regione Campania
Walter Ganapini

All’Assessore all’Agricoltura
Regione Campania
Gianfranco Nappi

All’Assessore alle Politiche del Territorio
Regione Campania
Gabriella Cundari

Oggetto: “lettera aperta Parchinmostra 2010”


Egr. Assessori, Commissari Presidenti,

negli ultimi anni i parchi e le aree protette della Campania sono stati al centro di una animata polemica, dalla quale non è emerso lo scarso ruolo e le potenzialità inespresse di uno dei sistemi di aree protette più importanti del nostro Paese, ma le polemiche hanno investito le mancanze ed i limiti dell’azione politica e burocratica messa in atto dalla Regione. Dai ritardi delle nomine dei vertici (commisari, presidenti), all’assenza di strumenti (piani dei parchi e di gestione dei siti della Rete natura 2000) e di personale (direttori, tecnici, etc..) adeguati alla sfida che si richiedeva, le aree protette della Campania hanno sofferto, soprattutto, per la mancanza di una missione e di una strategia politica comprensibile. Le ombre hanno sovrastato le luci dell’azione politica regionale, e l’aver individuato gli enti parco come soggetto intermedio della programmazione comunitaria, caso unico in Italia, anziché essere un fatto positivo rischia di essere una negatività in quanto si carica su un “organismo” debole, come sono oggi gli Ente parco, una responsabilità che va oltre le loro reali capacità. Sono questi i frutti di una confusione che regna nelle politiche ambientali della Campania (non diciamo nulla di nuovo!!!) e che ha travolto anche le aree protette, il cui ruolo di strumento efficace per conservare la biodiversità non emerge. Anzi ci sono casi in cui, come Terzigno nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio (area SIC e ZPS, riserva della Biosfera della rete MAB-Unesco), questo ruolo è completamente stravolto, tant’è che: viene aperta una discarica e vengono individuati nella stessa zona altri siti di discariche (cava Vitiello-Pozzelle etc). Il tutto aggravato dalla realizzazioni di nuove infrastrutture accessorie che hanno vanificato lo sforzo di tanti (ambientalisti, cittadini, aziende agricole, operatori economici, comunità locali, etc..) che avevano investito nella scommessa di sostenibilità e conservazione portata avanti dal Parco. Aggiungere che tutte queste operazioni sono state portate avanti con risorse comunitarie (Fondi Strutturali 2000-2006), messe a disposizione dalla Regione, segnala il perpetuarsi delle contraddizioni che stiamo segnalando da tempo. Anche perché queste scelte, a nostro avviso, non sono solo in conflitto con leggi nazionali e comunitarie, ma sono in aperta contraddizione con il lavoro svolto da tutti, in primis dalla Regione Campania, per riportare legalità in un territorio devastato da camorra e abusivismi.
Per i prossimi anni non vogliamo essere più chiamati a difendere questi territori protetti da queste aggressioni o da altre scelte scellerate che investono le aree protette della Campania (la Baia di Trentova – punta Tresino da progetti turistici folli, le montagne del Partenio dagli incendi boschivi devastanti, il Litorale Domitio dove approda la fauna dell’intero Mediterraneo dal degrado, o i Monti Lattari da progetti di “insostenibilità”). Vogliamo invece partecipare ad un grande progetto, a partire da questa Regione, per costruire e rilanciare il ruolo dei Parchi in Italia. Un progetto che deve essere impostato, in maniera unitaria, con l’obiettivo di realizzare una grande strategia di sistema che definisca la Rete Ecologica Regionale, in collegamento con quella Nazionale e Euromediterranea, tenga insieme l’ Appennino, la costa e le isole, e che metta al centro le aree protette in un grande disegno per la riqualificazione, rinaturalizzazione e valorizzazione della biodiversità, delle culture e delle tradizioni della Campania felix.
Per tutte queste ragioni, e per ribadire la nostra visione per le aree protette della Campania, consideriamo l’evento di “Parchinmostra 2010”, al pari delle passate edizioni, un appuntamento fuori luogo in quanto festeggia solo le contraddizioni in cui vivono da anni le aree protette della Regione. E per il 2010, Anno Internazionale della Biodiversità, l’Assessorato all’Urbanistica, organizzatore dell’evento Parchinmostra, ha voluto sottolinerare la propria “sensibilità” verso la conservazione della natura, dando parere favorevole alla V.I.A. (valutazione d’impatto ambientale) (in aree SIC e ZPS), per la realizzazione di una nuova discarica (la Vitiello) e la viabilità per le discariche nel Parco nazionale del Vesuvio (all’interno dei vitigni famosi di Lacryma Cristi).
Con questi atti si dimostra concretamente la distanza tra il dire e il fare: da una parte le autorizzazioni contro la natura e dall’altra si mette in mostra una cartolina irreale dei parchi. Nella mostra che si vuole inscenare la distanza dalla realtà è abbissale, non vi è traccia e non emerge assolutamente la ricchezza paesaggistica e di biodiversità, oltre ai progetti, le ricerche e le azioni, che i parchi hanno messo in atto su questi argomenti. Sceneggiate e contraddizioni sono la quotidianità delle politiche ambientali in tutte le istituzioni della Campania, come quella perpetrata dal Consiglio Regionale, il primo in Italia, che con la Finanziaria 2010 apre alle attività venatorie, (addestramento cani) nelle zone C dei parchi, una cosa fuori dalla legge e dalla logica.
Per noi, come per tutti i cittadini campani, è insopportabile che persistano queste contraddizioni, ed è un affronto che, anziché risolvere i problemi, ci si trastulli con un evento inutile come Parchinmostra, al quale dichiariamo la nostra impossibilità ad essere presenti. Anche per sottolineare il disagio che proviamo rispetto alle recenti nomine fatte dalla Giunta Regionale per le presidenze degli Enti parco regionali, ci aspettavamo impegni seri sulle difficoltà che i parchi hanno manifestato in questi anni (dalla carenza di personale, agli strumenti operativi, alla vigilanza), invece si è proceduto confusamente a nomine, alcune delle quali, incomprensibili.
Con questa lettera aperta chiediamo a chi partecipa a Parchinmostra, di condividere con noi la speranza di un futuro migliore per le aree protette della Regione, e per l’immediato a listare a lutto ogni stand della mostra per solidarizzare con il Parco Nazionale del Vesuvio che, per volontà politica, è stato trasformato in pattumiera.



Il resp. aree protette Il Direttore Il Presidente
Pasquale Raia Raffaele Delgiudice Michele Buonomo

1 commento:

Anonimo ha detto...

speriamo che almeno legambiente dia un poco di visibilità al problema